
Scriviamo una mail veloce, digitiamo « l’appuntamento è preso per giovedì » e ci viene il dubbio. La tastiera ci tenta, senza sapere realmente quale lettera finale scegliere. Questa confusione tra « preso » e « prese » si ripresenta nella maggior parte degli scritti professionali segnalati dagli strumenti di correzione. Essa deriva da due forme del verbo prendere che si pronunciano esattamente allo stesso modo, ma che non hanno affatto lo stesso uso.
Participio passato o passato remoto: la distinzione che risolve il problema
Il nodo dell’errore si trova nella confusione tra due tempi. « Preso » è il participio passato del verbo prendere. Si usa con un ausiliare (avere o essere) per formare i tempi composti: « ha preso », « si è presa i piedi nel tappeto ».
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« Prese », con una -e finale, esiste davvero in italiano. È la forma del verbo prendere coniugata al passato remoto, terza persona singolare: « egli prese il suo cappotto e uscì ». Il passato remoto si usa in un racconto letterario o storico, mai con un ausiliare.
Quando scriviamo « appuntamento preso », la parola « preso » funziona come un aggettivo o un participio passato. Non c’è alcun racconto al passato remoto in gioco. La forma corretta è quindi sempre « preso » con una -o. Per assimilare bene la corretta ortografia dell’appuntamento preso o prese, si ricorda che l’ausiliare (o l’assenza di ausiliare in una costruzione participiale) richiede sistematicamente « preso ».
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Consiglio di sostituzione con il verbo « mettere » per verificare l’ortografia
I concorrenti spesso propongono di sostituire « prendere » con un verbo del primo gruppo per sentire la terminazione. Possiamo andare oltre con un verbo del terzo gruppo di cui la differenza si sente chiaramente: « mettere » dà « messo » al participio passato e « mise » al passato remoto.
Testiamo sul nostro caso concreto:
- « Appuntamento preso » → possiamo dire « appuntamento messo (in atto) ». Si sente il suono « me », non « mite ». È proprio un participio passato, quindi « preso » con una -o.
- « Egli prese la parola » → possiamo dire « egli mise la parola in evidenza ». Il passato remoto funziona, la frase non ha un ausiliare davanti al verbo. Questa è l’unica situazione in cui la -e è corretta.
- « Ha preso le sue cose » → « ha messo le sue cose ». L’ausiliare « ha » conferma il participio passato. Si scrive « preso », mai « prese ».
Questo test di sostituzione richiede due secondi e funziona ogni volta. Se « messo » suona giusto, si scrive « preso ». Se « mise » suona giusto (senza ausiliare, racconto al passato remoto), si scrive « prese ».
Accordo del participio passato « preso » con il nome: i casi che ingannano al plurale
Una volta acquisita la terminazione -o, un altro tranello ci attende. Il participio passato « preso » si accorda in genere e numero quando è usato con l’ausiliare essere, o come aggettivo epitetico.
« La decisione presa » prende una -a al femminile. « Gli appuntamenti presi questa settimana » rimane al maschile plurale, quindi « preso » non cambia visivamente (la -o è già lì). Al contrario, « le misure prese » prende -e.
Con l’ausiliare avere, l’accordo avviene solo se il complemento oggetto è posto prima del verbo. « Le foto che ha prese » si accorda perché « foto » (complemento oggetto femminile plurale) precede « ha prese ». « Ha preso le foto » rimane invariato perché il complemento oggetto è dopo.
Non si incontra mai « prese » in questi accordi. Il passato remoto non si accorda con un complemento, il che conferma ulteriormente che in un contesto professionale o amministrativo comune, solo la forma « preso/presa/prese » interviene.
Riepilogo rapido delle forme
| Forma | Tempo | Esempio |
|---|---|---|
| preso | Participio passato (maschile singolare/plurale) | L’appuntamento è preso. |
| presa | Participio passato (femminile singolare) | La decisione è presa. |
| prese | Participio passato (femminile plurale) | Le misure sono prese. |
| prese | Passato remoto (3a persona singolare) | Egli prese la strada all’alba. |
Certificazioni in ortografia: perché questo errore è valutato in contesto professionale
La confusione preso/prese non è aneddotica nel mondo del lavoro. I riferimenti ai test come il Certificato Voltaire o il Certificato Le Robert integrano esplicitamente l’opposizione tra queste due forme nelle loro griglie di valutazione. Questo coppia di forme è tra le più frequentemente confuse nella scrittura professionale.
MerciApp indica, nella sua comunicazione del 2023, che gli errori di participio passato dei verbi del terzo gruppo sono tra le tre categorie più segnalate agli utenti. Il verbo prendere è in cima a queste segnalazioni, insieme a « mettere » e « dire ».
Per un reclutatore che legge un CV o una mail di candidatura, « appuntamento prese » segnala una lacuna grammaticale di base. Padroneggiare questa regola non richiede un livello avanzato in lingua italiana, solo il riflesso di porsi la domanda giusta: c’è un ausiliare o una costruzione participiale? Se sì, è « preso ».

Altri verbi del terzo gruppo coinvolti dalla stessa confusione
Il tranello preso/prese si ritrova identico con altri verbi in italiano:
- « Mettere »: participio passato « messo », passato remoto « mise ».
- « Acquisire »: participio passato « acquisito », passato remoto « acquisto ».
- « Assidere »: participio passato « assiso », passato remoto « assise ».
In ogni caso, la logica rimane la stessa. Il participio passato termina con -o o -ito, il passato remoto con -e o -ì. La sostituzione con « mettere/messo/mise » funziona per tutti questi verbi e permette di decidere in un secondo.
Il Consiglio internazionale della lingua italiana ha inoltre sottolineato, in una nota del 2022, che la coesistenza delle terminazioni -ito e -ì rimane un punto di blocco importante per gli apprendenti dell’italiano come lingua straniera e per gli alunni delle scuole primarie. Nessuna riforma ha semplificato questo punto fino ad oggi, il che rende ancora più utile il dominio del test di sostituzione.
La prossima volta che si ha il dubbio tra « appuntamento preso o prese », il riflesso si riassume in una frase: sostituire con « messo » o « mise ». Se la frase mantiene un ausiliare o una costruzione aggettivale, è « preso » con una -o, senza eccezioni.